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Stampa 3D e Fabbricazione Additiva

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Cos'è la Stampa 3D? Cos'è la fabbricazione additiva? La Stampa 3D o 3D printing è un processo di stampa che attraverso una macchina simile ad una normale stampante ad inchiostro inkjet produce oggetti a 3 dimensioni depositando o solidificando uno strato di materiale alla volta, un processo che si presta anche a realizzare oggetti molto complessi, ma che è al momento ancora molto lento e relativamente più costoso rispetto alle tecniche di produzione industriale . Molti ricercatori nel mondo stanno sviluppando nuove tecnologie partendo dal concetto iniziale di Stampa 3D, cercando nuove soluzioni per rendere il processo più rapido e meno costoso, oppure utilizzando materiali innovativi. Ad esempio il MIT sta lavorando ad una nuova tecnologia che ha alcune caratteristiche in comune con la stampa 3-D, ma realizza gli oggetti in continuo piuttosto che a strati, rendendo il processo molto più veloce (Continuous liquid interface). Sempre al MIT si lavora ad una stampante 3D p...

Emilio Vedova ai Magazzini del Sale

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Conoscevo l'arte di Emilio Vedova superficialmente. Complice una mostra in abbinamento con un artista che amo, Alexander Calder , qualche mese fa ho visitato per la prima volta la sede di Fondazione Emilio e Annabianca Vedova a Venezia. E' sempre affascinante vedere dal vivo il raffinato, animalesco equilibrio di segno, materia e colore tipici di Calder, e interessante è stata la scoperta dei progetti di Calder e Vedova per Expo 67 a Montreal. Tutto molto bello, davvero. Ma l'emozione pura, come spesso accade, scaturisce dall'inaspettato. Ai Magazzini del Sale mi aspettavo di vedere le opere di Emilio Vedova, in particolare quelle appartenenti al ciclo De America del 1976, il mio anno, con quei bianchi e neri intensi e istintivi. Così è stato. Quello che non mi aspettavo era l'allestimento espositivo, quella sublime macchina infernale ideata da Renzo Piano di cui avevo tanto sentito parlare e che non immaginavo fosse stata riattivata per questa mostra. Una da...

Biennale di Venezia: All the world's futures

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Si è chiusa da qualche settimana la Biennale d'Arte di Venezia, dal titolo "All the world's futures", a 120 anni di distanza dalla prima esposizione del 1895 la Biennale e Okwui Enwezor indagano il passato, il presente e il futuro dell'arte attraverso lo strumento del dialogo e la chiave di lettura del palcoscenico.  Il mio approccio alla Biennale è ormai consolidato; preferisco arrivare all'esposizione d'arte veneziana con la testa, il cuore e gli occhi vergini da qualsiasi condizionamento, preferisco vivere il momento e lasciarmi andare alle atmosfere, forme, luci, colori, sensazioni, a lasciarmi guidare dall'istinto, dall'immediatezza, con curiosità e voglia di emozioni.  Quest'anno non ho potuto fare a meno di cogliere intorno a me alcune perplessità su questa Biennale prima di poterla visitare, perplessità che forse mi hanno condizionato, o forse mi hanno solo aiutato ad essere più attento nel corso della mia visita all'Arsena...

Expo 2015: Nutrire il pianeta

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E' un tardo pomeriggio nuvoloso a Milano. Il mio Expo 2015 inizia in Triennale . L'esposizione Arts &Foods e l'esposizione Kitchen & Invaders sono davvero molto interessanti. In Triennale il cibo è raccontato con un percorso storico e tematico che affianca sapientemente arte, architettura, design, grafica, pubblicità, quotidianità, società. La Triennale è senza dubbio un ottimo antipasto per la giornata successiva, da vivere nel cuore di Expo Milano 2015. La nuova giornata inizia con una mattinata di cielo sereno a Milano, arrivo ad Expo in Metro, ingresso Ovest. I controlli all'ingresso sono accurati, ma rapidi. Mi guardo intorno e sono un po' spaesato... mappa alla mano riconosco Pavilion Zero e Expo Center, non un gran che teatrale come primo impatto. Ad accogliere i visitatori ci sono moltissimi volontari, sorridenti e disponibili, e anche i personaggi dello scenografo premio Oscar Dante Ferretti , davvero molto belli, ma poco valorizzati dal contest...

MAXXI: Arte contemporanea a Roma

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Roma, un weekend estivo, caldo e soleggiato. Tarda mattinata, la città è tranquilla, i romani si sono tutti trasferiti al mare di primo mattino. L'entrata del MAXXI si mostra timida nel contesto cittadino, l'architettura di Zaha Hadid è quasi invisibile passando accanto alle cancellate in rete d'acciaio. Il piazzale interno è vuoto, passeggio costeggiando l'edificio in vetro, cemento e metallo, mi faccio distrarre alzando la testa e seguendo i volumi architettonici intrecciarsi con un andamento geometricamente voluttuoso. Proseguo a camminare con gli occhi all'insù rischiando di sbattere il naso addosso ad un colonnato e perdendo inesorabilmente le indicazioni per raggiungere l'entrata del museo. Le indicazioni, a dire il vero, sono poco intuitive, ma dopo aver provato a tirare e spingere una moltitudine di porte a vetri, come fosse un comunissimo ufficio postale di periferia, alla fine trovo l'agognato pertugio e posso finalmente entrare nel Museo Nazio...

Barcellona: il mare, l'arte, l'architettura.

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La prima cosa che appare chiara arrivando a Barcellona è che modernità e tradizione, quotidianità e leggerezza, non sono solo parole vuote, ma spirito vivo della città. Una volta tanto le Olimpiadi hanno fatto bene ad una città, lasciando segni evidenti di solida funzionalità urbana e freschezza architettonica, sapientemente inseriti in un contesto ricco di storia ma anche aperto alla spiaggia e al mare, ai grattacieli e al cemento, usato con parsimonia ed efficacia estetica. La spiaggia è ampia, con un lungomare e un porto ricchi di vita, e non è assolutamente indispensabile consumare Las Ramblas per trovare divertimento e vivacità. Ci si sposta comodamente in metropolitana per i tratti più lunghi mentre il centro città si può vivere facilmente e tranquillamente passeggiando. Barcellona è sinonimo di Antoni Gaudì , e il tour delle sue architetture è assolutamente imperdibile. La più imponente è senza dubbio la Sagrada Familia, la più affascinante è il complesso di Park Guell, la pi...

Istanbul, Modern.

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Istanbul Modern è prima di tutto il Museo d'arte moderna di Istanbul . Ma Istanbul modern è anche un dato di fatto, perché il mio viaggio nella vecchia città di Costantinopoli mi ha regalato sensazioni uniche, di consolidate tradizioni ma anche di effervescente modernità. La periferia di Istanbul potrebbe essere la periferia di una città europea qualsiasi, sarebbe sufficiente sostituire i minareti con i campanili, e il panorama sarebbe praticamente lo stesso. Poi si supera il Bosforo e si passa dall'Asia all'Europa, entrando nel centro città, e ti accorgi di quanto sia assolutamente immensa una megalopoli come Istanbul. La torre di Galata ti fa sentire a casa, con il suo stile genovese, mentre le moschee e i minareti di Eminonu  e Sultanahmet ti ricordano di essere in un paese arabo. Anche Ayasofya , in realtà, mi fa sentire un po' a casa, perché tutto sommato ricorda un po' la nostra Basilica del Santo . Gli italiani non mancano, ma non abbondano, per fortu...