Comunicare: pubblicità, sesso, bugie e videotape
Ieri mi sono imbattuto in alcune cose interessanti che riguardano la comunicazione, il vendere, l'informare, l'essere femmina, maschio, cittadino, contribuente. Nel pomeriggio leggo un tweet di Valentina Cinelli , web editor specializzata in comunicazione, che rimanda ad un articolo del corriere.it su una pubblicità giudicata sessista. Il mio giudizio, da maschio mediamente istruito, mediamente acculturato, tendenzialmente non bigotto (non credo di essere un maschilista, ma il giudizio lo lascio a voi, dopo aver letto questo post) è che in fondo usare un culo o delle tette fuori contesto per comunicare un prodotto non sia tanto il frutto di una mentalità sessista o maschilista, ma semplicemente il frutto di un pessimo lavoro, e basta. Sinceramente un manifesto con un paio di chiappe di ragazza in costume abbinate ad un succo di frutta urta molto meno la mia sensibilità rispetto ad una pubblicità con Kevin Costner che brandisce il suo pene / grissino sotto lo sguardo langu...