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Visualizzazione dei post con l'etichetta futuro

Internet delle cose: cos'è l'IOT?

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Internet ha cambiato il mondo, mettendo in contatto le persone tra loro, mettendo in contatto le persone con le informazioni, mettendo in contatto le persone con i servizi, mettendo in contatto le persone con gli oggetti. L'evoluzione di internet non finisce e si spinge oltre, mettendo le persone da parte per dare centralità alle cose. Metterci da parte non è sempre negativo. Quando la lavatrice ha iniziato a lavare la biancheria al nostro posto, non siamo stati poi così scontenti. Internet delle cose , o IoT ( Internet of Things ) è la nuova frontiera del web e della tecnologia smart, è una rete di oggetti che si scambiano informazioni tra loro e che grazie a queste informazioni prendono delle decisioni. Saremo sempre noi a programmare e decidere il funzionamento delle cose, ma gli oggetti grazie alla rete avranno una libertà operativa e decisionale senza precedenti. Il mio frigorifero potrà verificare direttamente il proprio contenuto grazie a QR e Bar code , quindi relaziona...

MUSE: Curioso di Natura

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La montagna è bella, è interessante, ed è giovane. La proposta culturale è molto ampia e recentemente ha acquisito un nuovo protagonista, il MUSE, Museo delle Scienze di Trento. Il Muse è parte integrante di un progetto più ampio di riqualificazione dell'ex area Michelin nella periferia di Trento. Il progetto Le Albere è di Renzo Piano e comprende non solo il Museo, ma anche un quartiere residenziale completo di aree commerciali, uffici, auditorium, hotel. A fine agosto mi sono precipitato a visitarlo, dato che sono curioso di natura. Dal punto di vista architettonico il quartiere Le Albere mi è piaciuto molto, è sobrio e fresco, curato nei dettagli, ricco di verde e di materiali di costruzione di qualità, un mix di tecnologia, tradizione e natura che è perfettamente in linea con gli affascinanti contrasti urbanistici della zona, caratterizzata dalla modernità del Muse, dalla tradizione del vecchio Palazzo delle Albere, dal verdeggiante panorama montuoso in cui è inserito. Il...

DIY: i makers alla conquista del mondo

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C'è crisi, bisogna darsi da fare. Fare, make, makers. Dalle macerie del consumismo e della finanza nascono nuove opportunità di business e di vita, proiettate alla condivisione, al saper fare, alla materia significante, ad un futuro forse più povero ma certamente più intenso. Internet diventa il luogo virtuale in cui sviluppare la realtà. L'economia reale si arricchisce di piccole e grandi imprese artigiane, che si sporcano le mani e le sinapsi sul campo. Non solo startup nate per dar vita a applicazioni cellulari o videogame fast food, ma laboratori, officine, coworking. Un nuovo modo di stare insieme, di essere comunità, con obiettivi reali e realistici. Il futuro è nelle mani di tutti noi, homo faber (fortunae suae). Se vuoi un futuro costruiscilo. DIY, do it yourself... - Immagine: Massimo Banzi, Sig.Arduino - Wired: il Re-Made in Italy  - Arduino, made in Italy - American Apparel, made in USA - Love Aesthetics: DIY Do it Yourself - Futuroartigiano - L'egoism...

Benedetto il Gran Rifiuto

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Papa Benedetto XVI non mi è mai piaciuto. Non sono cattolico, non sono credente, o meglio sono in un limbo (ops... il limbo non c'è più, l'ha abolito proprio lui) tra agnosticismo e ateismo. Sono cresciuto con Papa Wojtyla e sebbene fossi in forte contrasto con molte sue idee, ho sempre ammirato la sua personalità e la sua vicinanza, anche fisica, all'umanità del quotidiano. Ho ammirato anche la sua scelta di mostrare al mondo la sua sofferenza fino alla fine, un modo di umanizzare drasticamente il suo ruolo e la sua figura, facendo sentire al mondo il valore dell'esempio. Papa Ratzinger non mi è mai piaciuto, così diverso da Giovanni Paolo II e così poco umano, teutonico, extraterrestre... Passatemi il paragone calcistico: dopo una partita sonnecchiosa e noiosa si avvicina il novantesimo, e cosa mi combina Benedeto XVI? Mi fa un goal capolavoro in rovesciata. Il gran rifiuto (gesto coraggioso, al contrario di Celestino V) è una decisione storica in diretta continuit...

Il curriculum perfetto

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In questo periodo si parla molto di curriculum,  la crisi e la disoccupazione galoppante hanno aumentato la necessità di presentare se stessi nel miglior modo possibile, alla ricerca di un'occupazione, di una posizione lavorativa migliore, di un contratto. Molti mi chiedono consigli in merito. Non sono un head-hunter professionista ma nei miei 16 anni di attività come imprenditore ho visto molti CV (in progressivo aumento in questo periodo) e un'idea me la sono fatta. A mio parere il curriculum perfetto deve prima di tutto essere formato da una sola pagina, ben ordinata e organizzata, con i dati fondamentali per poter identificare i caratteri distintivi della persona e quelli indispensabili per contattarla... Amo il dono della sintesi e apprezzo particolarmente un curriculum in formato "less is more". Riuscire ad inserire tutte le informazioni più importanti e descrivervi in una sola pagina è un esercizio di selezione qualitativa che molti apprezzeranno, io per pri...

Generazione X

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I nodi stanno venendo al pettine. La mia generazione, la famosa (o famigerata?) "generazione x" inizia a scontrarsi per i posti che contano. Politica, economia, finanza, arte, musica, design... inizia ad esser visibile il fermento. Negli anni che ci avvicinano al 2020 ci giochiamo tutto, tutti, nel bel mezzo di una crisi epocale. Apatici, superficiali, un po' ignoranti, sicuramente narcisisti, talvolta arroganti, spesso permalosi, noi della generazione x siamo cresciuti con le musicassette e abbiamo inventato gli mp3, abbiamo visto la tv in bianco e nero e abbiamo inventato gli smartphone, abbiamo riempito le università come fuori corso e abbiamo seminato il virus dell'open source, ci siamo fatti stirare le camicie dalla mamma e abbiamo reso possibile l'e-commerce... Della mia generazione in politica si parla molto in questi giorni, con personaggi come Renzi, Meloni e con i giovani attivisti del movimento 5 stelle nelle prime pagine dei giornali. Si parla poco ...

Fluida quotidiana incertezza

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Questi ultimi mesi di duemiladodici se ne stanno andando velocemente. Settembre e il rientro dalle ferie estive sono un lontano ricordo per gli occhi e per la pelle, che del sole hanno malinconia, ma non per la mente. L'incertezza profonda che pervade questo tempo rende tutto più fluido e imminente. Il passato si annebbia nei ricordi, il presente si scioglie tra oggi e domani, il dopodomani non esiste. C'è meno frenesia, più tempo per fare le cose, non tanto per farle meglio, ma per viverle più profondamente. Ci ricordiamo di avere una coscienza, forse, e delle necessità altre di cui avevamo scordato l'esistenza. Al netto della paura nel dopodomani, è un bel tempo in cui vivere... Ho visto accadimenti rincorrersi in molti modi, nella vita: lungo una linea, centrifugati in un cerchio, strapazzati in una fisarmonica. Siamo in un tempo in cui vige una fluida quotidiana incertezza, in cui poter essere, talvolta, noi stessi. - Immagine: Silvia Pelissero a.cecile

Più design per condividere: Torino Design Week

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Due parole potrebbero regalarci un futuro migliore: progettare e condividere, ovvero design e opensource. Se ne parlerà a Torino dal 5 al 10 novembre. Torino Design Week sarà quindi un momento di discussione sul presente e sul futuro, uno stimolo per interrogarsi sull'oggi e sul domani.  Tra le iniziative più interessanti della settimana del design torinese due convegni che più di altri hanno un carattere lungimirante: Torino Design Domani e  Arduino for Designers. Torino Design Domani sarà l'occasione di discutere di economia e di design management, di reti di impresa, di reti di conoscenza, di condivisione di valori, di condivisione di idee, di contaminazione tra designer e azienda. Progettare e condividere quindi come nuovo manifesto culturale... L'incontro Arduino for designers darà invece l'opportunità di conoscere e approfondire il tema della tecnologia e della progettualità condivise, analizzandone i benefici attraverso il fenomeno Arduino, la piattaforma tecn...

Innovazione: non solo startup

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Qualche raggio di sole tra le nuvole e la pioggia battente forse c'è. Sabato scorso, a Riva del Garda, nel corso della manifestazione Blogfest, si sono riuniti blogger (me compreso), giornalisti, editori, aziende, innovatori... insomma un sacco di gente in gamba, gente curiosa, dinamica, volenterosa, che ha discusso con passione e competenza di futuro e innovazione. Telecomunicazioni, agenda digitale e le famose startup sono i temi principali non solo di questa manifestazione ma di tutta la discussione nazionale sulle innovazioni. Tutte cose interessantissime, tutte cose condivisibilissime. Io però ho visto davvero la luce solamente dopo aver sentito le poche (ahimé) parole concesse a Silvia Vianello nella discussione tra gli autori di CheFuturo... Ovvero non esistono solo le startup, si può fare innovazione anche nelle aziende esistenti! Qualche giorno prima mi ponevo la stessa domanda mentre preparavo una presentazione di design management per un workshop sull'innovazione ...

Politica: Italia ed Europa

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C'è chi spara a zero sulla politica, chi spara a zero sull'antipolitica. C'è chi spara cazzate, c'è chi spara davvero e c'è chi si spara davvero... di nuovo guelfi e ghibellini, inquisizione e streghe, guardie e ladri, scapoli e ammogliati? Di nuovo destra, sinistra, centro? Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra, cos'è il centro? La destra è impantanata nel populismo, nel velinismo e nel nepotismo, la sinistra incatenata ad un immobilismo oligarchico e il terzo polo, inconsistente nuvola di moderatismo, si scioglie... (ve l'avevo detto di metterlo in freezer). E poi c'è l'Europa che viene e che va, gli europei che si sentono popolo e non capiscono lo spread, le banche che si sentono potenti e non capiscono il presente, figuriamoci il futuro, i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Le parole d'ordine sembrano essere inquietudine, solitudine, incertezza, paura, aggressività. Mors tua vita mea? Nel secolo scorso tutto que...