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La Défense

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Parigi. E' un venerdì mattina. C'è il sole, ma l'aria è gelida, pungente. Prendo la RER direzione La Défense . Fino ad ora ho visto "la City" parigina solo in lontananza, oppure in fotografia. Le scalinate anonime della metro non lasciano spazio ad emozione alcuna, ma appena si iniza a scorgere il cielo inizia a farsi spazio anche l'imponente, grandiosa, soverchiante architettura de La Grande Arche . Tutto intorno è un fiorire di grattacieli, ma il vero, unico, impareggiabile protagonista è lui, La Grande Arche. La gente che affolla le gradinate de La Grande Arche è un brulicare di minuscole formichine. Allungando lo sguardo, oltre giardini, alberi, panchine, si scorge l'arco di trionfo , si scorgono i grandi viali de Champs Elysees . Dal Louvre a la Tour Eiffel , fino al Centre Pompidou , Parigi è un incastro perfetto di tradizione e innovazione, storia, modernità, contemporaneità. Certo, Londra e Parigi hanno spazi e superfici che forse noi, in Ita...

Londra: a Manica corta

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Parigi Nord, stazione ferroviaria. Saliamo i gradini ed entriamo nella zona check-in internazionale. Ho detto bene, non siamo in aeroporto, siamo in stazione. Dopo i controlli di routine ci spostiamo nell'area di attesa internazionale. Il tempo di un caffè ed è il momento dell'imbarco. Saliamo sul nostro Eurostar, un po' vecchiotto, con tanta moquette e tanto vellutino scadente ovunque, quasi per farci ambientare prima possibile alle abitudini londinesi. L'Eurostar sfreccia sulla campagna francese, ci infilamo sotto la Manica senza quasi accorgercene, se non fosse per il capotreno che lo annuncia con distacco. Venti minuti e la Manica è fatta... Con poco più di due ore e cento euro ci siamo spostati da Parigi Nord a Londra St.Pancras, spettacolare per chi come me non ama particolarmente volare, senza contare che dal centro di Parigi ti ritrovi in centro a Londra, evitando navette e noiosi trasferimenti. Siamo a Londra, Inghilterra, Europa. Europa, Più o meno. La prim...

Milano, Parigi, Londra.

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Rientro oggi a Padova dopo dieci giorni passati a Milano, Parigi e Londra. Un viaggio breve ma intenso, che mi ha permesso di mettere a confronto città, luoghi, profumi, odori, colori. Un viaggio nel design, nell'architettura, nell'arte, tra le persone e i luoghi che abitano. Un viaggio fatto di allestimenti affascinanti e desolati uffici in affitto, di grattacieli scintillanti e magazzini polverosi, di auto di lusso e biciclette scassate. Un viaggio che mi ha regalato nuove idee, nuovi stimoli, nuove collaborazioni, nuovi amici... Lasciatemi qualche giorno per riordinare le idee e vi racconterò Milano, il Salone del Mobile e il Fuorisalone, Parigi, il Pompidou ed Eileen Gray, il Politecnico di Ville d'Avray e il workshop sul Brand Design, Londra, le sue contraddizioni e la sua architettura. Vi racconterò il design, vi racconterò lo spettacolo e il dietro le quinte. - Immagine: Ventura at Work, Milano Design Week. - Reportage fotografico del viaggio Parigi Londra

Comunicare, condividere.

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Questa settimana sono parzialmente a lavoro, parzialmente in vacanza. L'estate finisce e si porta via molti ricordi, è già arrivato il momento dei racconti, dei riassunti, dei conteggi, dei bilanci. In queste settimane ho dato priorità a due parole: comunicare e condividere. Sono caratterialmente solitario, tendenzialmente misantropo e potenzialmente ascetico. Forse è colpa dello spirito olimpico, delle immagini del 3000 siepi, forse è colpa delle persone che ho avuto la fortuna di incontare recentemente, forse le angosce di un presente incerto e di un futuro indecifrabile... non lo so, ma ho riscoperto la gioia della condivisione, la gioia dell'amicizia. Il bello dell'amicizia è che nn importa quanto è profonda ma la senti quando c'è. Il bello dell'amicizia è che nn sai mai quando arriva, ma se le dai spazio, lei non se ne va... - Immagine: Ezekiel Kemboi con Mekhissi Benabbad - Solitudine - Misantropia - Ascetismo - Amicizia - L'estate st...

Architettura: vecchia, nuova, bio, olimpica...

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Le olimpiadi di Londra sono una buona scusa per parlare di architettura. Ne parlo da designer e da appassionato, perché non sono architetto, non sono soprintendente ai beni culturali e paesaggistici. Come succede con la moda e con il design, anche l'architettura ha i suoi trend "stagionali", l'unica differenza è che i trend della moda durano una stagione, quelli del design magari un paio d'anni, quelli architettonici qualche anno in più. Di sicuro al momento l'architettura "bio" è la padrona indiscussa. Poi cosa significhi davvero bio lo sanno in pochi, perché in molti (me compreso) si fanno spesso fregare da qualche giardino verticale e qualche rivestimento in legno. Ancora una volta la differenza la fa il progetto, perché ci sono esempi di architettura apparentemente poco vicina alla natura che possono risultare molto più bio di una casetta di legno costruita su un broccolo... Le speculazioni sono sempre dietro l'angolo, soprattutto se archi...