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Visualizzazione dei post con l'etichetta cultura

Marketing: l'Italia, l'Expo, e Very Bello!

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Mancano ormai pochissimo all'apertura di Expo 2015 a Milano, un evento che attrae interesse internazionale, una importante occasione di visibilità e di business non solo per Milano, ma per tutto il nostro paese. Come da tradizione, non potevano mancare scandali e disorganizzazione tipicamente italici a caratterizzare i cantieri dell' Expo , e non poteva mancare la tradizionale superficialità nella gestione del marketing dell'evento, in particolare nel marketing online e nel web in generale. A tenere banco la questione " Very Bello! " ovvero il sito internet istituzionale che dovrebbe essere il motore digitale del turismo culturale in Italia nel periodo dell'Expo. Dalla sua (prematura) presentazione da parte del governo italiano il sito è migliorato molto, grazie anche alle feroci critiche arrivate dal web. Non è ancora perfetto (nessun sito al mondo è perfetto...), e si può fare ancora molto in queste settimane che ci separano dall'apertura di Expo, ma...

Cultura: Roma, capitale.

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Roma, si sa, è la Capitale d'Italia. Ma prima di tutto Roma è un immenso capitale culturale. Nessuna città al mondo è come Roma, e noi italiani abbiamo la fortuna di poterci arrivare in poche ore di viaggio. Roma è anche simbolo di accidia , peccato capitale, è simbolo di un mondo che per indifferenza o per indolenza vorrebbe tutto senza però fare molto per migliorare, senza distinzione tra turisti italiani e stranieri, o tra romani acquisiti e romani de roma. Roma è la Capitale d'Italia, è al centro del Paese, è rappresentazione dell'Italia e degli italiani, spartiacque e miscelatore tra culture dei nostri nord e sud, Roma è la città simbolo di un impero, è la città che accoglie nel suo grembo il Vaticano e il Papa del cattolicesimo. Roma è un capitale inestimabile di storia e cultura, un museo a cielo aperto, un punto di incontro tra culture e religioni, un opportunità di benessere intellettuale, sociale, economico. Roma è un peccato capitale, è indolenza e indifferenz...

Cultura: il Carnevale a Venezia

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Del carnevale mi sono sempre piaciute le frittelle, un po' meno gli scherzi, decisamente meno i costumi. Fin da bambino odiavo il costume di carnevale, lo sentivo un obbligo, non un gioco, assolutamente non una liberazione. Quando sono cresciuto e ho potuto decidere per me stesso non ho più indossato un costume di carnevale se non in rarissime occasioni. Il carnevale, come tante altre occasioni tradizionali, è diventato nel tempo un evento sempre più commerciale. Quello che mi piace del Carnevale di Venezia è che pur essendo un (gigantesco) evento commerciale, perlomeno è nel frattempo una straordinaria occasione per fare cultura. Passeggiando per calli, campi e campielli si incontrano anche costumi improbabili e fuori contesto, come qualche travestimento da medico della mutua che poco ha a che fare con il Medico della peste , e recentemente si sono moltiplicate le maschere del vendicatore V che proprio nulla hanno a che fare con la tradizionale Bauta , ma nella maggior parte ...

Lifestyle: Quando il picnic è creativo

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E' ferragosto e il tema del picnic è quantomai d'obbligo. Niente da dire su argini e campagna, spiagge e lungomare, pascoli e altipiani, pallone e racchettoni, bicicletta e scarponcini... tutto bellissimo, ma con un po' di impegno si possono organizzare picnic e itinerari interessanti un po' diversi dal solito. Mi vengono in mente ad esempio la Valsugana e il Viterbese . In Trentino, in Valsugana, si può iniziare con una colazione nel caratteristico centro storico di Borgo Valsugana , rinfrescato dal fiume Brenta, per poi piazzarsi comodamente su un prato e fare picnic prima di farsi ammaliare dal fascino straordinario di Artesella . Per l'aperitivo e la cena si può scegliere di andare in riva al Lago di Caldonazzo , oppure selezionare una delle tradizionali malghe che allietano la salita a Passo Manghen . Se questo tipo di itinenario vi piace potete replicarlo anche nel Lazio, nel Viterbese. Si può iniziare con una colazione in riva al Lago di Bracciano , pe...

Cultura e innovazione: la notte, è tutto un po' più bello.

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E' in arrivo la sera, sono a Tivoli . La città è bella, anche se storia e modernità, arte e quotidianità, ogni tanto vengono affiancate senza gusto e senza attenzione. Come quel locale all'angolo di un edificio antico, che vomita nella piazza i decibel di un fastidioso karaoke, o come quel contrasto sibillino tra un ristorante pomposo e delle splendide antiche rovine, o l'intrigante scultura di Arnaldo Pomodoro circondata da bancarelle dal sapore dozzinale. La città è frizzante, lo struscio è nel vivo. Non c'è coda, invece, per entrare a Villa d'Este . Ma le 27 sale della villa e i 36 punti significativi del suo spettacolare giardino sono tutt'altro che abbandonati alla solitudine. C'è molta gente tra i corridoi e ancor di più tra i vialetti, guidati dalle luci tenui e dal rumore rigoglioso dell'acqua. Il panorama sulle luci di Roma è da togliere il fiato. No, le persone intorno a me non sono fantasmi e io non sono sul set di Una notte al museo . E ...

Comunicare: pubblicità, sesso, bugie e videotape

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Ieri mi sono imbattuto in alcune cose interessanti che riguardano la comunicazione, il vendere, l'informare, l'essere femmina, maschio, cittadino, contribuente. Nel pomeriggio leggo un tweet di Valentina Cinelli , web editor specializzata in comunicazione, che rimanda ad un articolo del corriere.it su una pubblicità giudicata sessista. Il mio giudizio, da maschio mediamente istruito, mediamente acculturato, tendenzialmente non bigotto (non credo di essere un maschilista, ma il giudizio lo lascio a voi, dopo aver letto questo post) è che in fondo usare un culo o delle tette fuori contesto per comunicare un prodotto non sia tanto il frutto di una mentalità sessista o maschilista, ma semplicemente il frutto di un pessimo lavoro, e basta. Sinceramente un manifesto con un paio di chiappe di ragazza in costume abbinate ad un succo di frutta urta molto meno la mia sensibilità rispetto ad una pubblicità con Kevin Costner che brandisce il suo pene / grissino sotto lo sguardo langu...

Biennale di Venezia: Il Palazzo Enciclopedico

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Si chiude domani la 55ma Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia: Il Palazzo Enciclopedico, curata da Massimiliano Gioni. La Biennale d'arte di Venezia è sempre affascinante. I motivi di interesse sono molteplici, tanto quanto i diversi piani di lettura. Entrare in profondità nei singoli percorsi artistici è impresa impossibile per i non addetti ai lavori, ma resta l'emozione dei luoghi e del filo narrativo che ti accompagna passo dopo passo. Mi piace vivere Arsenale, Giardini ed eventi collaterali in momenti diversi, dilatando le emozioni il più possibile, da giugno a novembre, per percepire la città e l'arte con l'aria fresca della primavera, i colori vivi dell'estate, i grigi infiniti dell'autunno. L'Arsenale è la scenografia che amo di più. Mi emoziono già scorgendo le torri in lontananza. I grandi padiglioni, le colonne, le pareti, i vetri, tutto quanto ti circonda ha il sapore della storia e del lavoro dell'uomo. L'arte, proiezione ...

Innovare con il sapore

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Sento spesso parlare di innovazione, sento spesso discutere animatamente di agenda digitale e startup. Tutto giusto, ricerca scientifica e innovazione tecnologica sono indispensabili per rilanciare l'economia di qualsiasi Paese. Ma il nostro non è un Paese qualsiasi, noi siamo in Italia. Il nostro rilancio passa sicuramente dalla ricerca e dall'innovazione, ma attraverso tradizione e cultura. Tra i settori che più di altri sono in fermento c'è senza dubbio l'enogastronomia, il mercato del sapore. Inutile dilungarsi sui fenomeni più o meno famosi di enogastronomia spettacolare visti in tv e che ritroveremo nelle riviste patinate che affolleranno le spiagge della prossima estate, sono all'attenzione di tutti... Dietro questi immensi caleidoscopici carrozzoni rompighiaccio che intasano i mass media c'è una pattuglia di professionisti del sapore che lavora tutti i giorni per ricercare e innovare, per emozionare e raccontare, per soddisfare le passioni proprie e q...

Parigi: Grandeur a misura d'uomo

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Non ero mai stato a Parigi. Avevo solamente una giornata a disposizione e ho deciso di vivere la città più possibile. Le architetture parigine sono grandiose, mettono soggezione. Galeries La Fayette, Place de la Concorde, Louvre, Notre Dame, Pompidou, Champs Elysees, Tour Eiffel, sono giganti perfettamente integrati in una città a misura d'uomo, da visitare passeggiando, senza troppa fretta. Il traffico di automobili nelle vie principali è caotico, fastidioso, insopportabile. Svolti l'angolo e ritrovi la pace, il suono della gente, il suono della città che vive. Parigi ha il fascino altezzoso e affabile di una donna raffinata dal sorriso cordiale. La gente che ti circonda è fatta di turisti e parigini, di mondi lontani e contaminazioni quotidiane... Parigi è un luogo in cui le distanze storiche, culturali e geografiche si avvicinano. - Immagine: Museo delle arti e culture primitive Quai Branly

iStella e il pressapochismo italico

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Nasce iStella il motore di ricerca della cultura italiana. Ha un concept affascinante, la condivisione e la ricerca non solo di siti web ma anche di contentuti, di documenti caricati direttamente dagli utenti (attenzione, niente social network, si parla di documentazione vera e propria), con un focus molto interessante, la cultura italiana appunto. Non ho avuto modo di provarlo seriamente ma da un primo test posso già esprimere qualche opinione di massima, avendo ben presente il fatto che si tratta di un beta e che potrei dire qualche cavolata non avendo approfondito il tema. Lascio i commenti tecnici a chi ne sa più di me, idem per quelli politico/giornalistici. Parlo delle mie prime impressioni. Di sicuro il flop di Volunia ha insegnato qualcosa, o forse no... Come Volunia, anche iStella ha un concept alla base molto interessante, custodire e diffondere la cultura italiana. Tutti i progetti che hanno come priorità la crescita culturale del nostro paese per me sono da sostenere a pr...

Politica: Italia ed Europa

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C'è chi spara a zero sulla politica, chi spara a zero sull'antipolitica. C'è chi spara cazzate, c'è chi spara davvero e c'è chi si spara davvero... di nuovo guelfi e ghibellini, inquisizione e streghe, guardie e ladri, scapoli e ammogliati? Di nuovo destra, sinistra, centro? Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra, cos'è il centro? La destra è impantanata nel populismo, nel velinismo e nel nepotismo, la sinistra incatenata ad un immobilismo oligarchico e il terzo polo, inconsistente nuvola di moderatismo, si scioglie... (ve l'avevo detto di metterlo in freezer). E poi c'è l'Europa che viene e che va, gli europei che si sentono popolo e non capiscono lo spread, le banche che si sentono potenti e non capiscono il presente, figuriamoci il futuro, i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Le parole d'ordine sembrano essere inquietudine, solitudine, incertezza, paura, aggressività. Mors tua vita mea? Nel secolo scorso tutto que...

Rigener(arsi)

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Siamo e saremo per lungo tempo a spasso nell'arido deserto. Nel nulla dobbiamo rigenerarci a nuova vita. C'è stato un tempo in cui contava solo il contenuto. C'è stato un tempo in cui contava solo il contenitore. E' arrivato il tempo di dare conto del contenuto e del contenitore, il momento in cui apparenza e sostanza si contaminano reciprocamente. Contaminazione, comunicazione, condivisione, emozione. Dobbiamo dare nuova vita alle cose e a noi stessi. Dobbiamo rigenerarci. Non sarà l'industria a dare nuove opportunità all'occidente, sommerso dal peso dei paesi emergenti. Non sarà l'industria a dare ossigeno a questa Italia dallo stivale consunto. Non c'è Marchionne che tenga e l'articolo 18 è poco più di una soap-opera ingiallita. A farci sopravvivere saranno le idee, la cultura, la storia, la conoscenza, l'eccellenza... l'onestà. Design, innovazione, ricerca, turismo, arte, cucina, agricoltura, artigianato. Venezia, Firenze, Roma, Pompei...

aMDL: Mono(logo)

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Estate. Cena a casa di amici. Aperitivo in terrazzo. Pasta fredda. Aspetti il limoncello sfogliando vecchie riviste abbandonate accanto alla tv. La sua faccia severa attrae la tua attenzione. Incontri dopo tanto tempo le sue parole, già lette, che avevi dimenticato. Ritornano ad essere parole vive, luminose, invitanti, significanti. Un manifesto, un monologo, una dichiarazione di identità, una rivendicazione di unicità, un delirante scroscio di progettualità. Le parole che raccontano noi stessi talvolta lasciano il segno, più potente di qualsiasi logotipo ci possiamo inventare: "Ascoltatemi. Ascoltatemi! Io sono un Designer in Generale e in Generale un Designer. Io dono al mondo la bellezza delle cose utili. Io sono pagato perché voi possiate vivere nel bello, nel comodo, nel soffice, nel funzionale, nel colorato, nell’allegro… Io vi arredo le città, le campagne, il paesaggio, le strade, i palazzi, le case, le stanze, i cessi, le cucine, i tavoli, le sedie, le f...

Radio(attiva)

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Pensavo al fascino della radio, quella ben fatta. Pensavo al fatto che la TV l'ha soffocata per un po', per poi tornare a lasciarla respiarare. Internet sta uccidendo la TV, quella buona. Chissà se tra un po' tornerà a respirare. Ascoltare la radio, quella buona, è come leggere un libro, di quelli buoni. Ti spinge verso l'immaginazione, il sogno. Un dettaglio però: Ascoltare la radio, quella meno buona, non è come leggere un libro, di quelli meno buoni.Un pessimo libro è sempre un ottimo incontro. E il libro per me resta di carta, riciclata, ma sempre di carta. - Immagine: Brionvega, Radio Ts522 - Wikipedia: Radioattività - The Buggles: Video Killed the radio star - Queen: Radio GaGa - Apple iBooks for iPad - Wikipedia: Fahrenheit 451