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Visualizzazione dei post con l'etichetta crisi

Innovazione: Riprogettare la Piccola e Media Impresa

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Da molti anni sento nominare da colleghi artigiani e piccoli imprenditori la parola "Innovazione" con superficialità, frequentemente abbinata alla parola "Tradizione". Io per primo ho utilizzato abbondantemente l'abbinamento "Tradizione e Innovazione" nella comunicazione della mia azienda , perché tutto sommato era un modo semplice di riassumere il tuo essere artigiano attento al mercato e alla tecnologia. Poi arriva la crisi nel tuo settore, e poi quella ancora più pesante a livello internazionale, e ti rendi conto che due parole semplici e carine come "Tradizione e Innovazione" pronunciate con ingenua insistenza non bastano più. In questi anni ho conosciuto molti piccoli imprenditori, molti artigiani, molti professionisti e molti freelance lamentarsi della crisi, lamentarsi delle banche, lamentarsi della politica, lamentarsi di qualsiasi cosa. Certamente i motivi per lamentarsi ci sono tutti, ma lamentarsi non basta, soprattutto non se...

Fiere: L’autunno dell’arredo a nordest

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La stagione autunnale del settore arredo è nel segno di tre interessanti eventi fieristici nel nostro nordest: Abitare il tempo a Verona, Casa su misura a Padova, Expo Sicam a Pordenone. A rendere particolarmente interessante questa serie ravvicinata di fiere che si svolgono da fine settembre a fine ottobre, oltre al fatto di essere espressione del tessuto economico locale, è il fatto che ognuna di loro si confronta con un particolare aspetto del più ampio settore dell’arredamento, ovvero Abitare il tempo è tradizionalmente legata al progetto contract, con interlocutore privilegiato il rivenditore e il contractor, Casa su misura è concentrata sul cliente finale e sulla distribuzione locale, mentre Expo Sicam è dedicata alla componentistica per l’industria del mobile ed è caratterizzata da una platea internazionale. La vicinanza temporale e le specifiche peculiarità di queste tre fiere consentono quindi uno sguardo riassuntivo sul settore arredo particolarmente interessante, lontano ...

Il Design Italiano oltre la crisi

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La parola crisi è entrata ormai nel nostro vocabolario quotidiano radicandosi profondamente nelle nostre abitudini e nel nostro pensiero. Triennale Design Museum mette in scena Il Design Italiano oltre la crisi , con un percorso che analizza la risposta del design italiano alle crisi del secolo scorso e dei nostri giorni. Dagli anni trenta agli anni settanta del novecento fino agli anni zero del nuovo secolo, ad ogni crisi coincide una parola chiave: autarchia, austerità, autoproduzione. L'allestimento è cronologico e il primo impatto con gli anni trenta è per me molto forte. Se anni settanta e anni zero sono parte integrante della mia vita vissuta, gli anni trenta sono per me perlopiù pagine di libri di storia (del design e non) con immagini in bianco e nero. Trovarmi di fronte agli oggetti che descrivono un tempo non mio è emozionante. Riscopro la forza di una creatività atavica, se proporzionata alla breve storia del design. Ma la carica dirompente di questa mostra è sopratt...

DIY: i makers alla conquista del mondo

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C'è crisi, bisogna darsi da fare. Fare, make, makers. Dalle macerie del consumismo e della finanza nascono nuove opportunità di business e di vita, proiettate alla condivisione, al saper fare, alla materia significante, ad un futuro forse più povero ma certamente più intenso. Internet diventa il luogo virtuale in cui sviluppare la realtà. L'economia reale si arricchisce di piccole e grandi imprese artigiane, che si sporcano le mani e le sinapsi sul campo. Non solo startup nate per dar vita a applicazioni cellulari o videogame fast food, ma laboratori, officine, coworking. Un nuovo modo di stare insieme, di essere comunità, con obiettivi reali e realistici. Il futuro è nelle mani di tutti noi, homo faber (fortunae suae). Se vuoi un futuro costruiscilo. DIY, do it yourself... - Immagine: Massimo Banzi, Sig.Arduino - Wired: il Re-Made in Italy  - Arduino, made in Italy - American Apparel, made in USA - Love Aesthetics: DIY Do it Yourself - Futuroartigiano - L'egoism...

Il curriculum perfetto

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In questo periodo si parla molto di curriculum,  la crisi e la disoccupazione galoppante hanno aumentato la necessità di presentare se stessi nel miglior modo possibile, alla ricerca di un'occupazione, di una posizione lavorativa migliore, di un contratto. Molti mi chiedono consigli in merito. Non sono un head-hunter professionista ma nei miei 16 anni di attività come imprenditore ho visto molti CV (in progressivo aumento in questo periodo) e un'idea me la sono fatta. A mio parere il curriculum perfetto deve prima di tutto essere formato da una sola pagina, ben ordinata e organizzata, con i dati fondamentali per poter identificare i caratteri distintivi della persona e quelli indispensabili per contattarla... Amo il dono della sintesi e apprezzo particolarmente un curriculum in formato "less is more". Riuscire ad inserire tutte le informazioni più importanti e descrivervi in una sola pagina è un esercizio di selezione qualitativa che molti apprezzeranno, io per pri...

Cucina e tecnologia

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Qualche anno fa, nel 2009 per la precisione, alla Dutch Design Week di Eindhoven ho fatto un incontro interessante. Dentro un vecchio container un gruppo di giovani designer esponeva delle sperimentazioni di cibo drogato tecnologicamente, dei veri e propri cyborg culinari. Jorien, Celine e Sylvie a prima vista appaiono molto diverse dall'oscuro Dr.Frankenstein, ma in fondo il loro intento non si discostava molto da quello del celeberrimo dottore, ovvero evidenziare provocatoriamente il rapporto tra natura e tecnologia. E' passato qualche anno da quel duemilanove ma il tema del rapporto tra natura e tecnologia è ancora attuale, anzi lo è ancor più adesso nella crisi in cui siamo impantanati... La sovrabbondanza quasi invasiva di cuochi e cucine nei palinsesti televisivi italiani (e nelle librerie) e la diffusione sempre più ampia della digitalizzazione e del networking forse sono dei segnali a cui fare attenzione. Tradizione e innovazione, gusto e bit. Abbiamo sempre avuto com...

Innovazione: meglio un uovo oggi...

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A quanto pare anche il nostro Paese ha la sua agenda digitale e un suo progetto istituzionale di sviluppo. A quanto pare la nostra Europa con il meccanismo unico di supervisione bancaria e con il Nobel per la pace si avvia verso l'unione politica del continente. Tutto a piccoli passi, come la democrazia prevede. Mettere d'accordo tutti è complicato, l'impressione è quella che non si faccia mai abbastanza, ma talvolta è meglio un uovo oggi che una gallina domani. L'innovazione si può fare anche a piccoli passi, senza rivoluzioni, come la goccia d'acqua che scava la roccia. Per essere efficaci però serve costanza, volontà, passione, lungimiranza... Qualche giorno fa ascoltavo Alberto Angela (tipico italianissimo esempio di talis pater, talis filius, fenomeno evolutivo nel suo piccolo innovativo, molto diverso dall'altrettanto tipico e deprorevole fenomeno denominato nepotismo ...) parlare dell'impero romano. A quanto pare andò in crisi quando si spense il s...

Fiere: Casa Moderna Udine

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Devo essere sincero, non mi aspettavo molto da questa fiera. Buona parte delle mie previsioni sono state confermate, ma in qualche caso disattese. Non tornavo alla Fiera di Udine dai tempi di Promosedia... ok sono due fiere diverse... ma con quel ricordo nella mente, la differenza si sente eccome. L'affluenza di visitatori è buona, la quantità di espositori anche. Le architetture della fiera mantengono il loro fascino, ma manca qualità espositiva, salvo rarissimi casi. Si vede che è una fiera provinciale al primo sguardo, poi le bancarelle di accessori per la casa nel piazzale interno te ne danno assoluta certezza. A cercarla la qualità e la particolarità c'è, ma ci si deve concentrare e non essere sopraffatti dal paesaggio di sfondo fatto da tanto prodotto commerciale... Niente di sbagliato sia chiaro, il prodotto commerciale è quello che vende e che molta gente cerca, ma per chi ha l'occhio e le falangi addestrate ad una qualità diversa, la maggior parte degli stand sc...

Design Management, questo sconosciuto...

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Fine giugno, fa molto caldo. Sono concentrato sul foglio, metto le crocette con attenzione nonostante sia la brutta copia. Rileggo tutto con calma un paio di volte prima di inserire i dati definitivamente. No, non è l’esame di Maturità, è il questionario di iscrizione per partecipare alle candidature 2012 del Design Management Europe Award. Hanno pubblicato il questionario da pochi giorni, c’è tempo fino a Settembre, ma ho proprio voglia di fare il punto della situazione con calma, senza fretta. Il questionario DME, oltre che essere indispensabile strumento di candidatura al concorso, è anche un ottimo strumento di autovalutazione, sia come imprenditore che come designer. Quanto Design c’è nella mia azienda? Quale Design c’è nella mia azienda? Quali strumenti e quante risorse ha dedicato la mia azienda ai processi innovativi? Quanto è percepita nella mia azienda l’importanza del design come volano di crescita? Quanto e come è percepita dal mercato? Abbiamo raggiunto dei risultati ...

Ok my friend!

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Sono giorni intensi, da molti punti vista. Sabato la strage alla scuola Morvillo Falcone, domenica il terremoto in Emilia, che ha fatto tremare anche noi del Veneto meridionale (tutti in fondo siamo meridionali e terroni, dipende dai punti di vista). Le elezioni di casa nostra, il balletto dei vincitori e dei vinti.  Le notizie dalla Grecia tutt'altro che ottimistiche e la Cancelliera tedesca che vuole l'Europa come fa comodo a lei. Sono giorni intensi anche in ufficio. Molto da fare e poco da guadagnare, come spesso succede in questi tempi di crisi. Ordini che arrivano e fornitori che non consegnano, spese impreviste, preventivi complicati da fare e rifare, dichiarazioni di conformità, il telefono che squilla solo per improbabili offerte di telemarketing, corrieri che distruggono la merce durante il trasporto... Una settimana in bilico in cui ti vien voglia di urlare... Poi leggi un messaggio nella posta in arrivo e ti scappa un sorriso. Dall'Olanda rispondono ad un ...

Politica: Italia ed Europa

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C'è chi spara a zero sulla politica, chi spara a zero sull'antipolitica. C'è chi spara cazzate, c'è chi spara davvero e c'è chi si spara davvero... di nuovo guelfi e ghibellini, inquisizione e streghe, guardie e ladri, scapoli e ammogliati? Di nuovo destra, sinistra, centro? Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra, cos'è il centro? La destra è impantanata nel populismo, nel velinismo e nel nepotismo, la sinistra incatenata ad un immobilismo oligarchico e il terzo polo, inconsistente nuvola di moderatismo, si scioglie... (ve l'avevo detto di metterlo in freezer). E poi c'è l'Europa che viene e che va, gli europei che si sentono popolo e non capiscono lo spread, le banche che si sentono potenti e non capiscono il presente, figuriamoci il futuro, i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri. Le parole d'ordine sembrano essere inquietudine, solitudine, incertezza, paura, aggressività. Mors tua vita mea? Nel secolo scorso tutto que...

Rigener(arsi)

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Siamo e saremo per lungo tempo a spasso nell'arido deserto. Nel nulla dobbiamo rigenerarci a nuova vita. C'è stato un tempo in cui contava solo il contenuto. C'è stato un tempo in cui contava solo il contenitore. E' arrivato il tempo di dare conto del contenuto e del contenitore, il momento in cui apparenza e sostanza si contaminano reciprocamente. Contaminazione, comunicazione, condivisione, emozione. Dobbiamo dare nuova vita alle cose e a noi stessi. Dobbiamo rigenerarci. Non sarà l'industria a dare nuove opportunità all'occidente, sommerso dal peso dei paesi emergenti. Non sarà l'industria a dare ossigeno a questa Italia dallo stivale consunto. Non c'è Marchionne che tenga e l'articolo 18 è poco più di una soap-opera ingiallita. A farci sopravvivere saranno le idee, la cultura, la storia, la conoscenza, l'eccellenza... l'onestà. Design, innovazione, ricerca, turismo, arte, cucina, agricoltura, artigianato. Venezia, Firenze, Roma, Pompei...

(im)pressioni

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Siamo sotto pressione. Tutto quanto attorno si sbriciola lentamente. Resteranno solo macerie e silenzio? E' difficile guardare avanti. Complicato vivere il momento. Ingenuo affidarsi al passato. Ma non c'è bisogno di eroi. Ci servono consapevolezza e coraggio. Rinascita. Giustizia. Una nuona civilizzazione. Domani? Ora. Questa notte. O sarà troppo tardi. - Immagine: Pressed Chair by Harry Thaler - Tina Turner: We don't need another hero - Justice: Civilization - Yuksek: Tonight