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Arte: Da Pollock a Basquiat, passando per Andy Warhol e Peggy Guggenheim.

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Firenze. Ho lasciato da poco Palazzo Pitti e le sensazioni delicate del tourbillon di Masaaki Miyasako . Palazzo Vecchio ospita una più intesa mostra su Jackson Pollock e la furia del segno artistico. La mostra a Palazzo Vecchio è tutt'altro che furiosa, direi anzi sonnolenta. Le opere sono poche ma interessanti, l'allestimento povero, quasi noioso. Gli unici scatti d'adrenalina sono quelli provocati dai tentativi di fotografare senza farsi beccare dai custodi, fastidiosamente solerti al loro incarico da inquisitori. Per fortuna a completare la mostra c'è l' installazione a San Firenze , che permette di immergersi fino in fondo, anima e corpo, nella forza furiosa del gesto artistico di Pollock. E' la fine di giugno, e lascio sedimentare questa esperienza nella mia mente. Mi piace partire dall'emozione pura e istintiva di un'esperienza. Quando visito una mostra, un luogo, quando guardo un film, leggo un libro, quando faccio un progetto, quando sp...

Cultura e innovazione: Musei asociali

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Vi siete mai chiesti per quale motivo non si possono fare foto in moltissimi musei? Io me lo chiedo tutte le volte e ogni volta non riesco a trovare un motivo valido che giustifichi questa antipatica asociale abitudine. Non sono un esperto di conservazione museale ma mi è capitato, per lavoro, di collaborare alla realizzazione di allestimenti espositivi e anche alla realizzazione di laboratori di restauro. Le opere più delicate vengono debitamente isolate con vetri, pannelli o teche protettive che isolano o proteggono da umidità, raggi UV, polvere e altri agenti potenzialmente pericolosi. Se un opera è appesa senza alcuna particolare protezione è perché quell'opera, come dire, se lo può permettere. Di sicuro una foto fatta con un cellulare non danneggia nulla,  più che altro danneggia (così dicono...) qualche diritto di copyright e le tasche dei bookshop e artshop museali. Riassumendo, i musei ci impediscono di portare a casa un ricordo e molto spesso ci impediscono di fare per ...

Firenze: i belli e il mostro, il chianti e la finocchiona

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Firenze, Da Santa Maria Novella a Santa Maria del Fiore, è fatta di possenti leggerezze architettoniche, è fascino cromatico e geometrico di materiali, poi si trasforma in atmosfera brulicante di vita e di storia, da Palazzo Vecchio agli Uffizi, fino a Ponte Vecchio. La Galleria dell'Accademia ti accoglie sorniona, dietro l'angolo ti sorprende, con un colpo di fionda ti mette ko, di fronte al David di Michelangelo. Poi ti siedi sotto di lui, su quelle fredde panchine che son fatte apposta per farsi ipnotizzare dalle sue perfette chiappe di marmo. Icona di bellezza maschile e icone di bellezza femminile nella stessa città. A Firenze, in una delle infinite stanze tra i lunghi corridoi degli Uffizi, ci sono, a pochi passi di distanza una dall'altra, la nascita di Venere e la Primavera del Botticelli. Due visi di ragazza di una bellezza talmente moderna e disarmante che ti vien voglia di immaginarle in jeans, camicetta e tacco dodici. Innamorati pazzi di quelle due si fa fat...