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Visualizzazione dei post con l'etichetta Ikea

Marketing: la smaterializzazione dei servizi

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Da qualche anno le grandi aziende e le grandi istituzioni economiche hanno aumentato a dismisura i servizi immateriali offerti ai clienti, diminuendo drasticamente i servizi materiali. Ci hanno ammaliato con sconti e offerte sottocosto, finanziamenti agevolati, garanzie supplementari, polizze assicurative, punti fedeltà, ci hanno abituati (o costretti...) a montare i mobili da soli, a fare operazioni bancarie da soli, a parlare con un computer quando chiamiamo il servizio clienti, e così via. Questa strategia di smaterializzazione dei servizi ha permesso alle grandi di abbassare i costi scaricando inefficienza gestionale e organizzativa sulle spalle del cliente. Questa strategia di management e marketing porta a costi inferiori per l'azienda e a prezzi inferiori per il cliente, quindi la smaterializzazione dei servizi non deve essere vista come assolutamente negativa, ma semplicemente come un dato di fatto. Alcune grandi stanno facendo almeno in parte retromarcia, mettendo a dis...

Nuova vita per l'appartamento

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Sarà colpa della crisi o sarà merito del web e dei social network? Una cosa è certa, l'appartamento ha ritrovato una nuova vita. In mancanza di denari per costruirne di nuovi, le ristrutturazioni si moltiplicano , i vecchi appartamenti, di dimensioni più generose rispetto alle soluzioni più moderne, diventano una grande tela bianca in cui immaginare innumerevoli possibilità e progetti. L'appartamento non è più solo il nostro personale rifugio, ma è il nostro contatto con la gente, il nostro contenitore di socialità. Contrariamente alla sua etimologia, l'appartamento diventa sempre meno appartato e sempre più aperto al mondo, divenendo microcosmo di tribù diversamente organizzate e difficilmente etichettabili. L'appartamento ritrova la sua centralità sociale ed è nuovamente luogo di condivisione e incontro con i vicini di casa, con gli amici, con i colleghi, con i conoscenti, persino con i propri follower. Non basta, l'appartamento può anche essere il nostro...

IKEA selection: Reidar

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Non sono tra i detrattori di Ikea, allo stesso tempo non sono un discepolo del "design democratico" a tutti i costi. Tra i meriti di Ikea sicuramente la diffusione alla massa di alcuni concetti di interior design oltre al fatto che fornendo i prodotti in kit di montaggio, i clienti si formano anche una cultura basilare delle problematiche che si celano dietro un buon industrial design (che non sempre Ikea riesce a mettere in atto). I limiti di Ikea sono l'utilizzo di materiali e di finiture di qualità non sempre all'altezza del prezzo che viene pagato, oltre alla banalità di buona parte del suo catalogo... Ci sono però degli oggetti che si fanno notare per una discreta qualità sia nel design che nei materiali, e vorrei proporne qualcuno nel mio blog, a partire da Reidar, una sedia introdotta a catalogo un paio d'anni fa, che è tra i pezzi di arredamento Ikea che preferisco. Realizzata in alluminio, molto leggera, ha uno stile sobrio e fresco, semplice ma non ba...

INTERIORS: Un Loft di Manhattan total look Ikea!

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Il designer Inson Dubois Wood ha accolto la sfida, proposta dalla rivista Bride, di unire due mondi totalmente diversi in un unico progetto: per creare il nido ideale d’amore adatto a due novelli sposi in un attico di lusso a Manhattan, il designer ha dovuto utilizzare mobili firmati Ikea. Il binomio nettamente contrapposto fra due opposti così lontani, viene armonizzato alla perfezione dal designer in tutti gli spazi di questo appartamento: l’esclusività di un luogo costoso e poco accessibile, si mescola senza troppi scossoni a un arredamento per definizione seriale e invece alla portata veramente di tutti. E’ pur vero che anche i mobili Ikea vanno accostati in modo sapiente e che possono quindi creare spazi inediti, ma solo con il giusto mix di equilibrio e gusto; il designer Inson Dubois Wood sembra essere riuscito a creare un panorama affatto dissonante con un contesto così particolare. (Fonte: designerblog.it )