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iSaloni 2015: Padiglioni Ufficio

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L’appuntamento biennale con l’arredo ufficio all’interno del Salone del Mobile di Milano si presenta quest’anno con un titolo ambizioso: "Workplace 3.0" . Dopo un deludente Salone Ufficio 2011 che aveva tristemente tradito il concept “Ufficio Fabbrica Creativa” e un promettente Salone Ufficio 2013 che aveva iniziato ad indagare l’ambiente ufficio con il concept “Ufficio da abitare” , in questo 2015 il concept “Workplace 3.0” estende la ricerca oltre le pareti dell’ufficio fisico e raggiunge i molteplici luoghi dedicati al lavoro, con particolare attenzione alle tematiche di lavoro agile e smart working . Questo Salone Ufficio puntava a sottolineare l’attenzione nei confronti del benessere e delle relazioni umane nei luoghi di lavoro, contando sulla sensibilità mediterranea all’elemento sociale del tema del lavoro, in contrapposizione alla fiera tedesca Orgatec , alla quale resta il primato della tecnologia nel settore ufficio. Finalmente smarcato dalla guerra impari con...

Salone Ufficio 2013: Il progetto Ufficio da abitare di Jean Nouvel

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Il Salone Ufficio 2013 accelera il passo rispetto alla passata edizione anche e soprattutto grazie alla decisione di presentare il progetto "Ufficio da abitare" come collettore culturale di idee ed epicentro di attenzione per media e visitatori. Il progetto, curato da Jean Nouvel ma che ha coinvolto altri importanti nomi del design, ha il merito di guidare le aziende espositrici suggerendo un linguaggio comune e una cifra stilistica. L'allestimento ha un forte impatto emozionale, si erge tra gli stand con un volume monolitico di kubrickiana memoria e si sviluppa all'interno con un percorso labirintico dall'atmosfera forse eccessivamente tetra e teatrale. Il tema principale del progetto sono i nuovi luoghi dedicati all'ufficio e le interpretazioni dello spazio... Vengono proposti layout operativi ricavati da spazi architettonici non specifici, quali lo spazio residenziale in un palazzo antico nel centro città, la stanza studio di un appartamento, il recupero...

Professione designer: il dub(bio)

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Mi è stato chiesto come una persona può accorgersi di poter diventare un designer. Dopo qualche dubbio su quale potesse essere una risposta sensata, ho pensato alla mia storia personale. Ho risposto che a mio modesto parere chi vuole diventare un designer deve avere tre qualità fondamentali: passione, curiosità, perseveranza. Passione: perchè non si fa il designer, si è designer. Se quello che ti interessa è fare l'impiegato, ma un po' più figo perchè sei nel settore del design, io francamente ti consiglio di lasciar perdere. Se sei disposto a far entrare il design nella tua vita e a confondere il tuo essere persona con il tuo essere professionista, sei già a buon punto. Se inizierai a interessarti a questo mondo e (col tempo) ti accorgerai che in pizzeria il sabato sera con gli amici la prima cosa che guardi sono i punti di saldatura degli sgabelli, l'effetto al tatto del legno del bancone e i font con cui è stato scritto il menù prima ancora di pensa...

aMDL: Mono(logo)

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Estate. Cena a casa di amici. Aperitivo in terrazzo. Pasta fredda. Aspetti il limoncello sfogliando vecchie riviste abbandonate accanto alla tv. La sua faccia severa attrae la tua attenzione. Incontri dopo tanto tempo le sue parole, già lette, che avevi dimenticato. Ritornano ad essere parole vive, luminose, invitanti, significanti. Un manifesto, un monologo, una dichiarazione di identità, una rivendicazione di unicità, un delirante scroscio di progettualità. Le parole che raccontano noi stessi talvolta lasciano il segno, più potente di qualsiasi logotipo ci possiamo inventare: "Ascoltatemi. Ascoltatemi! Io sono un Designer in Generale e in Generale un Designer. Io dono al mondo la bellezza delle cose utili. Io sono pagato perché voi possiate vivere nel bello, nel comodo, nel soffice, nel funzionale, nel colorato, nell’allegro… Io vi arredo le città, le campagne, il paesaggio, le strade, i palazzi, le case, le stanze, i cessi, le cucine, i tavoli, le sedie, le f...

Nu(do)

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La nudità è dare verità. Nudo è sincero, diretto, vivo. Nudo è provocare emozioni, sensazioni, percezioni. Quando la nudità è falsa, ricoperta da un leggero strato di provocazione, perversione, pigrizia, allora è volgare, oscena, morta. Io amo guardare dentro le cose, toccarle con mano. Io amo il calore della pelle. Io amo la serenità del legno. Io amo la complicità del metallo. Io amo il nudo. - Immagine: Naked, il mio progetto per Emmesystem - Ducati Monster - Produzione Privata - Calendario Pirelli

Accadimenti

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I miei pezzi a fianco a pezzi come questi, onore e orgoglio puro. - Immagine: Michele De Lucchi, Produzione Privata - UfficioStile Magazine: US Award, wood@work - Officine Emme Italia: Blog news - Officine Emme Italia: ProSEATING