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Biennale di Venezia: Il Palazzo Enciclopedico

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Si chiude domani la 55ma Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia: Il Palazzo Enciclopedico, curata da Massimiliano Gioni. La Biennale d'arte di Venezia è sempre affascinante. I motivi di interesse sono molteplici, tanto quanto i diversi piani di lettura. Entrare in profondità nei singoli percorsi artistici è impresa impossibile per i non addetti ai lavori, ma resta l'emozione dei luoghi e del filo narrativo che ti accompagna passo dopo passo. Mi piace vivere Arsenale, Giardini ed eventi collaterali in momenti diversi, dilatando le emozioni il più possibile, da giugno a novembre, per percepire la città e l'arte con l'aria fresca della primavera, i colori vivi dell'estate, i grigi infiniti dell'autunno. L'Arsenale è la scenografia che amo di più. Mi emoziono già scorgendo le torri in lontananza. I grandi padiglioni, le colonne, le pareti, i vetri, tutto quanto ti circonda ha il sapore della storia e del lavoro dell'uomo. L'arte, proiezione ...

Salone Satellite 2013: Poesia e sperimentazione

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Nonostante si debba attraversare tutto il quartiere fieristico di Rho per arrivarci, il Salone Satellite è senza dubbio la parte più viva e frizzante del Salone del Mobile. Visitare il Salone senza fare almeno una rapida passeggiata tra i box dei giovani designer provenienti da tutto il mondo è davvero un delitto. Non tutto è interessante, spesso si vedono oggetti d'arte piuttosto che di design, ma l'aria che si respira è positiva, propositiva, poetica, emozionale. Del resto le stesse aziende hanno da tempo adottato il sistema dell'oggetto artistico di pseudodesign, firmato da nomi importanti o emergenti della creatività, per attirare l'interesse dei media e per rimpinzare cataloghi prodotto un po' stagnanti di novità strutturali... Non si possono quindi colpevolizzare i giovani designer se nelle loro creazioni strizzano l'occhio più all'impatto museale che all'industrializzazione. Qualche bella idea c'è, soprattutto c'è voglia di fare, di met...

Storytelling: il valore emozionale degli oggetti

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Quando si progetta un oggetto, perché questo risulti davvero di design, tra le caratteristiche essenziali a cui non si può rinunciare c'è lo storytelling, ovvero l'oggetto deve saper raccontare una storia, stimolare emozioni.  Stile accattivante, materiali azzeccati e colori di moda possono rendere un oggetto interessante, carino, cool, artistico, ma non fanno di quell'oggetto un oggetto di design. Il design è progetto, ha le sue regole, tra le più affascinanti c'è la regola dello storytelling. Un prodotto deve essere raccontato, deve sapersi raccontare. La natura umana è ancestralmente legata al racconto, ne è istintivamente affascinata. Non ci sono sconti o saldi che tengano, nulla è efficace come una storia da raccontare... Quando pensate ad un nuovo progetto, in particolare un oggetto, ma anche un evento, una campagna di comunicazione, un logo, una grafica, un sito, un'immagine coordinata, pensate prima di tutto alla storia che volete raccontare. Realizzate un...

Virus 6.1.0.

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Siamo incatenati, siamo convogliati, siamo condizionati, siamo inconsapevoli. The Truman show tra i codici di The Matrix, in attesa di paesaggi post atomici nelle nostre menti, futuri Kenshiro e Mad Max. Danziamo allegri come marionette, ascoltando Umbrella. Umbrella Corporation, Resident Evil. Ma chi è il Virus? Chi è lo Zero? Siamo il tutto o il nulla? "Improvvisamente ho capito che voi non siete dei veri mammiferi: tutti i mammiferi di questo pianeta d'istinto sviluppano un naturale equilibrio con l'ambiente circostante, cosa che voi umani non fate. Vi insediate in una zona e vi moltiplicate, vi moltiplicate finché ogni risorsa naturale non si esaurisce. E l'unico modo in cui sapete sopravvivere è quello di spostarvi in un'altra zona ricca. C'è un altro organismo su questo pianeta che adotta lo stesso comportamento, e sai qual è? Il virus. Gli esseri umani sono un'infezione estesa, un cancro per questo pianeta: siete una piaga. E noi siamo la cur...

Ripartenze: Voglio

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Tu, tu, tu... suoni occupata, e per questo ti voglio. Si, io voglio. Ancora io, nemmeno tu. Possedere, avere, volere, desiderare, raggiungere. Erba voglio. Brucare, ruminare, espellere. Io sono il risultato di questa naturale pazzia. E' giunto il tempo di non ricercare ciò che voglio, ma quello che ci vuole. Ci vuole perchè vuole noi. Perchè noi è condividere. Io non voglio volere. Io condivido, io vivo con, io vivo. Riparto da me stesso, riparto da noi. Io, noi. - Immagine: Natalie Imbuglia, Want - Fabio Novembre: ioNoi

I am what I am?

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Io sono stanco di dover rincorrere, di dover elemosinare, di dover annuire. Io sono nauseato dalla masturbazione sociale, dai sorrisi di circostanza, dalle false opportunità che nascondono schiavitù. Io sono assuefatto alla gloria altrui che si prodiga a riflettere e rimbalzare vanità nelle stanze. Io sono castrato dal tempo e dal talento regalati alla oligarchia della speranza. Io sono gli oggetti di cui amo circondarmi, io sono le persone di cui amo riempire i miei giorni e le mie notti, io sono la mia casa, io sono ciò che faccio, io sono il demiurgo, io sono l'enigma, io sono la creatività, io sono la certezza, io sono il tormento, io sono il sogno, io sono il talento, io sono la pazzia, io sono la fatica, io sono l'errore, io sono l'incapacità, io sono l'arroganza, io sono la malinconia, io sono il sorriso, io sono la banalità, io sono la magia, io sono l'ossimoro. Io sono ciò che sono, io sono the blogger, io sono abitudini creative. I am what I ...