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MAXXI: Arte contemporanea a Roma

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Roma, un weekend estivo, caldo e soleggiato. Tarda mattinata, la città è tranquilla, i romani si sono tutti trasferiti al mare di primo mattino. L'entrata del MAXXI si mostra timida nel contesto cittadino, l'architettura di Zaha Hadid è quasi invisibile passando accanto alle cancellate in rete d'acciaio. Il piazzale interno è vuoto, passeggio costeggiando l'edificio in vetro, cemento e metallo, mi faccio distrarre alzando la testa e seguendo i volumi architettonici intrecciarsi con un andamento geometricamente voluttuoso. Proseguo a camminare con gli occhi all'insù rischiando di sbattere il naso addosso ad un colonnato e perdendo inesorabilmente le indicazioni per raggiungere l'entrata del museo. Le indicazioni, a dire il vero, sono poco intuitive, ma dopo aver provato a tirare e spingere una moltitudine di porte a vetri, come fosse un comunissimo ufficio postale di periferia, alla fine trovo l'agognato pertugio e posso finalmente entrare nel Museo Nazio...

Barcellona: il mare, l'arte, l'architettura.

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La prima cosa che appare chiara arrivando a Barcellona è che modernità e tradizione, quotidianità e leggerezza, non sono solo parole vuote, ma spirito vivo della città. Una volta tanto le Olimpiadi hanno fatto bene ad una città, lasciando segni evidenti di solida funzionalità urbana e freschezza architettonica, sapientemente inseriti in un contesto ricco di storia ma anche aperto alla spiaggia e al mare, ai grattacieli e al cemento, usato con parsimonia ed efficacia estetica. La spiaggia è ampia, con un lungomare e un porto ricchi di vita, e non è assolutamente indispensabile consumare Las Ramblas per trovare divertimento e vivacità. Ci si sposta comodamente in metropolitana per i tratti più lunghi mentre il centro città si può vivere facilmente e tranquillamente passeggiando. Barcellona è sinonimo di Antoni Gaudì , e il tour delle sue architetture è assolutamente imperdibile. La più imponente è senza dubbio la Sagrada Familia, la più affascinante è il complesso di Park Guell, la pi...

Istanbul, Modern.

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Istanbul Modern è prima di tutto il Museo d'arte moderna di Istanbul . Ma Istanbul modern è anche un dato di fatto, perché il mio viaggio nella vecchia città di Costantinopoli mi ha regalato sensazioni uniche, di consolidate tradizioni ma anche di effervescente modernità. La periferia di Istanbul potrebbe essere la periferia di una città europea qualsiasi, sarebbe sufficiente sostituire i minareti con i campanili, e il panorama sarebbe praticamente lo stesso. Poi si supera il Bosforo e si passa dall'Asia all'Europa, entrando nel centro città, e ti accorgi di quanto sia assolutamente immensa una megalopoli come Istanbul. La torre di Galata ti fa sentire a casa, con il suo stile genovese, mentre le moschee e i minareti di Eminonu  e Sultanahmet ti ricordano di essere in un paese arabo. Anche Ayasofya , in realtà, mi fa sentire un po' a casa, perché tutto sommato ricorda un po' la nostra Basilica del Santo . Gli italiani non mancano, ma non abbondano, per fortu...

Cos'è il Workplace Design?

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Il workplace design studia le dinamiche relazionali di un azienda, studia il luogo di lavoro, studia il contesto sociale e architettonico, studia le esigenze pratiche e quelle emozionali delle persone, propone soluzioni creative e innovative coerenti con la filosofia aziendale. Il Design Manager responsabile di un progetto di Workplace Design coordina il lavoro dei professionisti specialisti, dal Responsabile Risorse Umane all'Architetto di cantiere, dal Responsabile Marketing all'Interior Designer, dal Management aziendale all'Art Director, per ottenere un luogo di lavoro che sia la massima espressione dei valori di un azienda. Le aziende moderne non possono più limitarsi ad una architettura esterna appariscente, ad una reception ammiccante, ad un layout interno razionale, ad una palestra aziendale per i dipendenti, per poter dire di aver fatto un buon progetto di workplace design. E' necessario fare di più, e per poterlo fare è indispensabile attivare un progetto c...

iSaloni 2015: Padiglioni Ufficio

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L’appuntamento biennale con l’arredo ufficio all’interno del Salone del Mobile di Milano si presenta quest’anno con un titolo ambizioso: "Workplace 3.0" . Dopo un deludente Salone Ufficio 2011 che aveva tristemente tradito il concept “Ufficio Fabbrica Creativa” e un promettente Salone Ufficio 2013 che aveva iniziato ad indagare l’ambiente ufficio con il concept “Ufficio da abitare” , in questo 2015 il concept “Workplace 3.0” estende la ricerca oltre le pareti dell’ufficio fisico e raggiunge i molteplici luoghi dedicati al lavoro, con particolare attenzione alle tematiche di lavoro agile e smart working . Questo Salone Ufficio puntava a sottolineare l’attenzione nei confronti del benessere e delle relazioni umane nei luoghi di lavoro, contando sulla sensibilità mediterranea all’elemento sociale del tema del lavoro, in contrapposizione alla fiera tedesca Orgatec , alla quale resta il primato della tecnologia nel settore ufficio. Finalmente smarcato dalla guerra impari con...

iSaloni 2015: Salone Satellite

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E' sempre difficile valutare le sensazioni trasmesse dal Salone Satellite. Il progetto espositivo che ospita i giovani designer e le scuole internazionali di design è per sua stessa natura molto eterogeneo e slegato dalle logiche della produzione e del commercio, lasciando ampio spazio alla sperimentazione e perché no, anche all'ingenuità. Evidente l'eccessivo spazio vuoto nell'allestimento a contorno degli stand, con corridoi simili ad autostrade e spazi di incontro di dimensioni bibliche, che esprimevano sensazioni di solitudine, stordimento e disorientamento non propriamente adatti al contesto fresco, giovane e visionario che avrebbero dovuto rappresentare. Uno studio più attento del concept espositivo da parte dell'organizzazione fieristica avrebbe regalato sicuramente sensazioni complessivamente più positive. Divertente e curioso il caos ordinato tipico dei prodotti presentati dai giovani espositori del Salone Satellite, con proposte forse troppo spesso più ...

iSaloni 2015: Padiglioni Euroluce

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L'appuntamento biennale con Euroluce al Salone del Mobile ha confermato da un lato la dipendenza del settore illuminotenico nei confronti delle tecnologie led, dall'altro ha evidenziato la necessità da parte di molte aziende di svincolarsi dai banali esercizi di stile che i led rendono possibili, dedicando nuove energie alla ricerca di suggestioni e atmosfere emozionali più raffinate, ad abbinamenti di materiali e dettagli costruttivi sapientemente progettati. Il motivo ricorrente di questo Salone del Mobile è comunque, anche per Euroluce, quello del branding. Le aziende di maggiore prestigio dettano la linea e puntano su allestimenti museali che sottolineano l'importanza dei pezzi storici a catalogo, affiancati dai prodotti più recenti, ovviamente firmati da celeberrimi architetti e designer. Le aziende più giovani giocano la carta della poesia, che scalza progressivamente il posto all'eccesso e alle sperimentazioni eccentriche che in passato spopolavano tra i march...