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Architettura: la Biennale di Rem Koolhaas

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Questa 14ma Biennale Internazionale di Architettura di Venezia è ormai agli sgoccioli, chiude domani, e io non ho ancora capito se mi è piaciuta oppure no. Concettualmente non fa una piega, è strutturalmente legata alla passata edizione che titolava " Common ground ", proseguendo dal terreno verso il tetto questa " Fundamentals " ci accompagna pezzo per pezzo, tra l'altro in perfetto divenire con la sorella Biennale d'Arte dello scorso anno, che con il " Palazzo Enciclopedico " ci aveva già abituati ad un approccio di questo tipo. Concetti a parte, questa biennale mi è sembrata a tratti troppo sperimentale e a tratti troppo reazionaria, una dicotomia che poteva essere molto interessante, se ben raccontata, ma la mia sensazione è stata piuttosto quella di smarrimento. Le cose interessanti non sono mancate, anzi, quello che non ho colto è stato il filo del racconto. Inoltre questa edizione, più di altre che ho avuto modo di visitare, sembrava esc...

Lifestyle: Venezia, città senza tempo

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Avere una città come Venezia a mezzora di distanza da casa è un assoluto privilegio. Amo la mia Padova e amo la sua periferia che mi ospita, tra terreni agricoli, argini di fiumi che si intersecano, colline all'orizzonte e zone residenziali tranquille e un po' banali. Ma se amo Padova è anche grazie a Venezia così a portata di mano, a portata di desiderio. Venezia è un caleidoscopio di silenzi e fracasso, di souvenir e arte, di immobilismo e frenesia, di realtà e immaginazione. Per molto tempo ho dimenticato quanto fosse straordinaria questa città. Poi capita di reincontrarla, quasi per caso, e innamorarti di nuovo di lei, con consapevolezza. Da qualche anno è tornata nel mio cuore, e sono sicuro che non se ne andrà mai. Ho ancora tanto da scoprire e mai riuscirò a capirla fino in fondo, ma questo viaggio dentro di lei, a tratti attento e silenzioso, a tratti distratto e gioioso, continuerà ad emozionarmi sempre. Una mattina di Settembre ho desiderato guardarla negli occhi, ra...

Design: Oltre la decorazione, oltre lo stile

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Che si parli di arredi d'interni, di prodotto industriale o di qualsiasi altro settore commerciale, ormai decorazione e stile hanno preso possesso della parola design e non la vogliono più mollare. Noi progettisti abbiamo tenuto tra le mani questa parola per lungo tempo, senza renderci davvero conto del valore che questa parola poteva avere e del potenziale esplosivo che poteva rappresentare. Ci abbiamo giocato per troppo tempo, fino al momento in cui distrattamente l'abbiamo fatta scivolare per terra, e ora ci ritroviamo a contendere la parola design con chi aveva già tra le mani le parole stile e decorazione. Peggio per noi, troppo distratti e troppo concentrati su noi stessi per accorgerci che il mondo intorno a noi cambiava rapidamente, troppo sicuri di noi stessi, noi progettisti che ci facevamo chiamare designer per sentirci più internazionali, mentre ci facevamo fregare la parola design dalle mani da un manipolo di commercianti e markettari. In tanti hanno tentato...

Il Design Italiano oltre la crisi

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La parola crisi è entrata ormai nel nostro vocabolario quotidiano radicandosi profondamente nelle nostre abitudini e nel nostro pensiero. Triennale Design Museum mette in scena Il Design Italiano oltre la crisi , con un percorso che analizza la risposta del design italiano alle crisi del secolo scorso e dei nostri giorni. Dagli anni trenta agli anni settanta del novecento fino agli anni zero del nuovo secolo, ad ogni crisi coincide una parola chiave: autarchia, austerità, autoproduzione. L'allestimento è cronologico e il primo impatto con gli anni trenta è per me molto forte. Se anni settanta e anni zero sono parte integrante della mia vita vissuta, gli anni trenta sono per me perlopiù pagine di libri di storia (del design e non) con immagini in bianco e nero. Trovarmi di fronte agli oggetti che descrivono un tempo non mio è emozionante. Riscopro la forza di una creatività atavica, se proporzionata alla breve storia del design. Ma la carica dirompente di questa mostra è sopratt...

Design: nel segno dei grandi Maestri

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Domenica 14 Settembre, Padova Vintage Festival . Sul palco della sala congressi del Centro Culturale Altinate San Gaetano è un viavai di designer e di design. Un dialogo di oggetti, immagini, parole e personaggi che si incontrano e si intrecciano: Andrea Maragno e Sonia Tasca di JVLT JoeVelluto Studio incontrano Giovanna Castiglioni di Studio Museo Achille Castiglioni ; Fabio Novembre di Studio Novembre racconta il suo blog ioNoi . Un viaggio nel design di ieri, oggi, e domani. Un viaggio fatto di curiosità e passione. Un viaggio che prosegue sul segno tracciato dai grandi Maestri, da Castiglioni a Munari , da Sottsass a Mendini . Nel design, come nella vita, abbiamo bisogno del buon esempio . - Immagine: Giovanna Castiglioni e Andrea Maragno per Padovavintage - Design al Padovavintage: il mio reportage per SID Pills

Design: Attenti a quei due, la nuova Apple di Jony e Marc

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Ieri Apple ha presentato al mondo i suoi nuovi gioielli, iPhone6 con iOS8 , Apple Watch , e il servizio Apple Pay . La folla era ovviamente in trepidante attesa e ora è ovviamente in visibilio, non si parlava d'altro da giorni e per molti giorni di altro non si parlerà nel frivolo mondo del design e della tecnologia, ma gli addetti ai lavori non si sono fatti distrarre dai preparativi per la presentazione di ieri, e hanno colto l'importanza di una notizia proveniente quasi sottovoce da Cupertino , una notizia diramata senza il supporto di un live degli U2 e di uno streaming in mondovisione... ma ugualmente importante, ovvero il designer Marc Newson farà parte dello staff Apple . Marc Newson e Jony Ive sono amici, hanno già collaborato ad alcuni progetti, e, soprattutto, pur avendo personalità distinte, hanno un comune senso del design. Jony Ive ha da qualche tempo deviato molte delle sue energie all'interazione utente e al software, l'inserimento di Marc Newson nel d...

Apple presenta il futuro: captured, worn, healthy... paid.

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Ho imparato a non sottovalutare la capacità di Apple  di creare bisogni, bisogni che presto si trasformano in necessità quotidiane. Quando è stato presentato l'i-Pad ero dubbioso, sono stato smentito. Sono quindi consapevole che i miei dubbi sulle proposte Apple presentate ieri saranno sicuramente a loro volta spazzati via dalla realtà. Non voglio entrare nei dettagli dei prodotti (o dei servizi, come Apple Pay , che col mio inglese indecente la prima volta ho letto come apple pie ...), ci sono già online migliaia di recensioni, non serve certo aggiungere la mia. Non voglio nemmeno cavalcare l'onda delle dispute quasi teologiche tra i seguaci di iOS e quelli di Android (per inciso, da imprenditore e da designer ho profonda ammirazione per Apple e per il lavoro di Steve Jobs e Jony Ive , come consumatore sono un rassegnato utente Windows e un soddisfatto utilizzatore Android). Voglio semplicemente fare una riflessione sulla direzione che Apple ha indicato con la presentaz...