Post

Lifestyle: Quando il picnic è creativo

Immagine
E' ferragosto e il tema del picnic è quantomai d'obbligo. Niente da dire su argini e campagna, spiagge e lungomare, pascoli e altipiani, pallone e racchettoni, bicicletta e scarponcini... tutto bellissimo, ma con un po' di impegno si possono organizzare picnic e itinerari interessanti un po' diversi dal solito. Mi vengono in mente ad esempio la Valsugana e il Viterbese . In Trentino, in Valsugana, si può iniziare con una colazione nel caratteristico centro storico di Borgo Valsugana , rinfrescato dal fiume Brenta, per poi piazzarsi comodamente su un prato e fare picnic prima di farsi ammaliare dal fascino straordinario di Artesella . Per l'aperitivo e la cena si può scegliere di andare in riva al Lago di Caldonazzo , oppure selezionare una delle tradizionali malghe che allietano la salita a Passo Manghen . Se questo tipo di itinenario vi piace potete replicarlo anche nel Lazio, nel Viterbese. Si può iniziare con una colazione in riva al Lago di Bracciano , pe...

Cultura e innovazione: la notte, è tutto un po' più bello.

Immagine
E' in arrivo la sera, sono a Tivoli . La città è bella, anche se storia e modernità, arte e quotidianità, ogni tanto vengono affiancate senza gusto e senza attenzione. Come quel locale all'angolo di un edificio antico, che vomita nella piazza i decibel di un fastidioso karaoke, o come quel contrasto sibillino tra un ristorante pomposo e delle splendide antiche rovine, o l'intrigante scultura di Arnaldo Pomodoro circondata da bancarelle dal sapore dozzinale. La città è frizzante, lo struscio è nel vivo. Non c'è coda, invece, per entrare a Villa d'Este . Ma le 27 sale della villa e i 36 punti significativi del suo spettacolare giardino sono tutt'altro che abbandonati alla solitudine. C'è molta gente tra i corridoi e ancor di più tra i vialetti, guidati dalle luci tenui e dal rumore rigoglioso dell'acqua. Il panorama sulle luci di Roma è da togliere il fiato. No, le persone intorno a me non sono fantasmi e io non sono sul set di Una notte al museo . E ...

Arte: Da Pollock a Basquiat, passando per Andy Warhol e Peggy Guggenheim.

Immagine
Firenze. Ho lasciato da poco Palazzo Pitti e le sensazioni delicate del tourbillon di Masaaki Miyasako . Palazzo Vecchio ospita una più intesa mostra su Jackson Pollock e la furia del segno artistico. La mostra a Palazzo Vecchio è tutt'altro che furiosa, direi anzi sonnolenta. Le opere sono poche ma interessanti, l'allestimento povero, quasi noioso. Gli unici scatti d'adrenalina sono quelli provocati dai tentativi di fotografare senza farsi beccare dai custodi, fastidiosamente solerti al loro incarico da inquisitori. Per fortuna a completare la mostra c'è l' installazione a San Firenze , che permette di immergersi fino in fondo, anima e corpo, nella forza furiosa del gesto artistico di Pollock. E' la fine di giugno, e lascio sedimentare questa esperienza nella mia mente. Mi piace partire dall'emozione pura e istintiva di un'esperienza. Quando visito una mostra, un luogo, quando guardo un film, leggo un libro, quando faccio un progetto, quando sp...

Lifestyle: la dieta delle olive. Come vivere meglio cambiando abitudini.

Immagine
No, non voglio dare consigli su come perdere peso mangiando solo olive, voglio raccontarvi come vivere meglio cambiando abitudini e punti di vista. Il ventinove luglio del duemilanove pubblicavo il mio primo post su questo blog . Un post un po' supponente e superficiale, ma va bene così. Sono passati cinque anni. Cosa è cambiato in me da quel post di cinque anni fa? Ho perso quasi dieci chili, ho guadagnato un bel po' di consapevolezza in me stesso. Come? Abbandonando la strada delle olive snocciolate. Perché le olive snocciolate sono piccole e comode, facili e pigre. L'oliva più grande, integra, col suo nocciolo all'interno, ti stimola in qualche modo ad attivare il pensiero, a mordere con cautela, ad assaporare lo strato carnoso, a succhiare sapientemente, ad interagire col cibo che ti sta nutrendo. Si crea un rapporto, uno scambio. Lo so, state pensando che il caldo estivo mi ha dato alla testa, e probabilmente avete ragione, ma la vita, in fondo, è proprio ques...

Creatività: Generazione collage, in bilico tra analogico e digitale.

Immagine
Chi come me è nato negli anni settanta o nei primi anni ottanta ha ben presente cosa vuol dire analogico e cosa vuol dire digitale . Chi è nato prima di noi fa fatica a comprendere profondamente il significato della parola digitale, chi è nato dopo di noi fa fatica a comprendere pienamente la parola analogico. Parafrasando Rudy Bandiera e il suo recentissimo libro Web 3.0 la nostra è una generazione fortunata, abbastanza matura da aver vissuto una quotidianità completamente offline, ma abbastanza giovane per capire fino in fondo il mondo online. Austin Kleon , giornalista e blogger statunitense, fa parte di questa nostra generazione. Nei suoi due libri Steal like an artist e il recentissimo Show your work Austin Kleon ci racconta meravigliosamente quanto sia affascinante esplorare un mondo fatto di materia e di bit, quanto sia bello esprimere noi stessi attraverso la materia e attraverso i bit. Austin Kleon nello studio di casa ha due scrivanie. Una scrivania è totalmente analo...

Internet, web, socialmedia: capire il presente e il futuro digitale

Immagine
Non importa a che generazione appartieni, se in questo momento, mentre scrivo questo post, sei vivo, internet è lo strumento tecnologico che più di tutti ha cambiato la tua vita. Non importa a quale classe sociale appartieni, se vale il presupposto che la conoscenza è il bene con il più alto valore esistente al mondo, il web ha dato la possibilità a chiunque di diventare ricco (non solo filosficamente, ma materialmente). Non importa sei sei bello, brutto, magro, grasso, timido o espansivo, simpatico o antipatico, i social media ti hanno dato la possibilità di esprimerti e di creare interazioni con il mondo intero. Queste tre definizioni di internet, web e social media, anche se brevi, imprecise e semplicistiche, dovrebbero come minimo stimolare curiosità, se non addirittura stupore, nella maggior parte delle persone che vivono il nostro tempo, quotidianamente, ogni volta che si usa uno smartphone, un tablet, un pc. Invece mi capita ancora troppo spesso di incontrare persone anche di g...

Cultura e innovazione: Musei asociali

Immagine
Vi siete mai chiesti per quale motivo non si possono fare foto in moltissimi musei? Io me lo chiedo tutte le volte e ogni volta non riesco a trovare un motivo valido che giustifichi questa antipatica asociale abitudine. Non sono un esperto di conservazione museale ma mi è capitato, per lavoro, di collaborare alla realizzazione di allestimenti espositivi e anche alla realizzazione di laboratori di restauro. Le opere più delicate vengono debitamente isolate con vetri, pannelli o teche protettive che isolano o proteggono da umidità, raggi UV, polvere e altri agenti potenzialmente pericolosi. Se un opera è appesa senza alcuna particolare protezione è perché quell'opera, come dire, se lo può permettere. Di sicuro una foto fatta con un cellulare non danneggia nulla,  più che altro danneggia (così dicono...) qualche diritto di copyright e le tasche dei bookshop e artshop museali. Riassumendo, i musei ci impediscono di portare a casa un ricordo e molto spesso ci impediscono di fare per ...